cronache dalla valsesia

La cosa che colpisce subito, quando ci si imbatte in un locale nel trio biologico detto anche Los Chitarones, è l’eleganza. Questi tre “ragazzi” appaiono subito come extraterrestri appena rientrati
Da una sfilata di Armani, ineccepibili, un look curato in ogni piccolo particolare, maniaci della perfezione formale e vera gioia per gli occhi. Ma non è da tutti riconoscere il grande lavoro che hanno svolto negli ultimi anni per arrivare a questi livelli di perfezione. A coloro che li incontrano
per la prima volta, questa esperienza visiva, normalmente rimane nell’animo per alcune settimane,
suscitando spesso piccole crisi d’identità e una verticale caduta di autostima, generando frasi come:
-perché io non sono così?- oppure -…e ora che faccio?…-.
Tengo a precisare che un medico è sempre presente in sala durante le esibizioni dei Los Chiatarones proprio per poter intervenire subito laddove le menti più deboli ed emotive danno cenni di immediato cedimento.
Naturalmente le donne hanno una reazione diametralmente opposta a quella dei rappresentanti del sesso maschile. Le vere femmine tendono ad arrossarsi sotto le ascelle, producendo uno strano liquido verde che fuoriuscendo dalle camicette o dai maglioni in quella zona del corpo le rende pezzate. Anche il profumo di questo siero secreto è inquietante, tanto che verso la fine delle esibizioni, l’ambiente viene invaso fortemente da un odore acre e dolciastro e allo stesso tempo
si cominciano a vedere signorine che si muovono nervosamente e in modo innaturale. Gli studi effettuati sul fenomeno sono rassicuranti, dopo circa 36 ore tutto torna alla normalità nell’80% dei casi.
Ma torniamo a Gigi, Gigio e i suoi Genoni, e cerchiamo di analizzare nel dettaglio questo modo di essere divenuto ormai moda. Gigi detto anche il rimorchiatore, esibisce quasi sempre un completo scuro con elegantissime camicie a quadrettoni attillate e a collo alto, particolare che ne esalta il portamento regale che lo rende mentre suona, al di sopra, al di là, …insomma mentre suona si fa i cazzi suoi. Lui scruta, punta le sue prede e quando è pronto a colpire scarica una serie di note alla velocità della luce come un ghepardo che si lancia all’inseguimento della sua preda. E come per il felino la rapidità è la sua forza. Quando invece si trova in situazioni più aristocratiche, usa la famosa e più volte citata tecnica dell’accordo svizzero, che però non sempre colpisce nel segno.
Ma la sua vera arma segreta, che sfodera solo in momenti di vera difficoltà è il calzino a righe bianche e rosse. Provate ad immaginare, completo nero, camicia a quadrettoni, assolo fulminante, portamento regale e alla fine sollevando leggermente il pantalone che poggia indisturbato sulla scarpa fa intravedere il calzino. Il delirio. Scene raccapriccianti che non vorremmo mai vedere, ma che accadono sempre più spesso. Anche il medico di sala si è lamentato per i numerosissimi interventi effettuati.
Gigio detto anche “devofaretuttoio” si distingue per la diplomazia innata che lo porta sempre a risolvere le problematiche più delicate senza che nessuno si accorga di niente, una parola, una pacca sulla spalla e tutto magicamente rinasce. Per questo motivo lui sceglie di vestire sobrio e equilibrato. L’equilibrio nasce da una percezione dei colori molto raffinata che gli permette di andare al di là delle vecchie concezioni sull’abbinamento cromatico e gli consente di abbinare camicia arancione a pantaloni viola con pois verde mela, zatteroni prugna modello tedesco con aperture laterali con calzette marroni. E tutto si trasforma in energia pura, lui è il motore.
Lui è colui che decide quando, come e quanto si dà o si prende. In questo ultimo periodo risulta che il Fasoli più che prendere dia. O meglio prende, sì perché il suo assoluto senso degli affari lo rende spregiudicato negli acquisti, tanto che un suo motto è “ non conta quanto costa una cosa ma quanto sconto ti fanno se ne prendi tre!”.
Infine c’è Genoni. Che dire, come poter descrivere questo esempio di metabolismo aggravato.
Il suo look è inenarrabile, non trovo le parole per descriverlo. Vi basti pensare che ha fondato un’associazione denominata “la panza del ventre” per favorire le rotondità assolute e anche quando suona appoggia il suo strumento alla protuberanza più o meno sontuosa, dipende da quanta birra è stata introdotta a garganella prima dell’esecuzione, per instaurare un rapporto, come dire, intimo, di pelle, per sentire vibrare il legno….qualche volta succede anche che il legno vibri per il rigoglio vigoroso del suo contatto. Lo stivaletto azzurro è comunque l’apice della sua fiera tamarrità e lo dimostra che durante le esibizioni sgambetta volentieri quando si diverte.
Per concludere, direi che i Los Chitarones sono un prodotto unico sul mercato, che va salvaguardato e protetto, ed è per questo che propongo una sottoscrizione a favore dell’applicazione del marchio di qualità di origine controllata per questa formazione in via di estinzione ( sono rimasti solo tre esemplari), e della creazione di una casa famiglia per il recupero degli stessi al fine di reinserirli gradualmente nella società civile per ritornare a vivere sereni, indipendenti e soprattutto non in cattività.
Vallesio Vallentini
Corrispondente dalla Valsesia
Articolo apparso su News Valsesia Big Star
Nella rubrica Arte&Gossip Contemporaneo
13/3/07

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