a stresa
Davvero una bella serata.
Siamo arrivati armati di tutto punto, luci comprese, pensando di suonare in una piazza su un palco e invece scopriamo che dobbiamo sistemarci sul pavè della viuzza garibaldi, davanti al negozio di un cinese preoccupatissimo che non gli coprissimo l’entrata. Le macchine passavano dove avremmo dovuto piazzarci. Daniele il nostro serviceman ha iniziato a “recitare il rosario” con gli occhi al cielo, pensando a cosa si era caricato che non sarebbe servito a una beata fava in piena crisi di inutilità.
Tutti i presupposti per una serata di merda erano ben collocati ma con il consueto “approccio loschitaronistico” , dopo un cafferino con gli amici di moebius , la cordalità dell’enoteca e del ristorante consente di iniziare come se dovssimo suonare allo stadio di s.siro.
L’impianto voci era fuori luogo e rimane in macchina ma le luci si piazzano. Per l’occasione abbiamo il giacomino con il caon ancora una volta pronto a sfracellarsi le mani compromettendo seriamente l’autoerotismo della settimana futura. Arriva anche la badante /presidentessa del fans club agguerrita più che mai.
Al primo brano già comincia ad arrivare gente e man mano che proseguiamo il gruppo s’ingrossa . Come sempre quando l’ambiente è raccolto le cose funzionano, i dialoghi e le battaglie tra le chitarre prendono corpo, crescono e funzionano trascinando il pubblico che a sua volta entra nel gioco . I magici flussi tra noi e loro si intrecciano diventando sempre più potenti.Con la coda dell’occhio vedo la badante indaffaratissima a vendere magliette e i cappellini, l’apoteosi è stata alla fine quando la mary ha venduto un cappelino al cinese. Stabilito il record di vendite.
Nel bel mezzo di “una giornata uggiosa” piomba di sorpresa in mezzo a noi l’amico Sergio Sgrilli gradito disturbatore che richiamando le ospitate al suo Neuro ha cantato con noi e ci ha insultato tra l’ilarità generale.
La serata è proseguita in crescendo , gente in piedi sulle sedie, tanti con la maglietta “los chitarones” , emozioni su emozioni , dinamiche eccezionali sottolineate dall’esultanza del pubblico con applausi a nastro.
Terminiamo un ora dopo del previsto per soddisfare l’insistenza degli spettatori.
Il cinesino bel bello salta fuori con il video della serata e vuole la foto insieme a noi da incorniciare e appendere alla parete a fianco della cantante dell’anno scorso : Marina Baruffaldi , mi scappa un sorriso , il destino a distanza di anni ci vede vicini anche se sulla parete del cinese.
Non resistiamo all’impulso di comprare qualche cazzata , magnifici occhiali da 3 euro e il Genoni mi cade sulla macchinetta per i peli del naso…
Mentre ci avviamo finalmente alle macchine, si riaccende il dibattito di commenti sulla serata come al solito . E’ incredibile come riusciamo a godere e vivere queste esperienze, davvero suonare ad un angolo della strada o in un teatro per noi non fa differenza, basta una manciata di persone ad ascoltarci e per noi è come se stessimo suonando allo stadio.
e come dice Sergio Sgrilli : I chitarones smuovono il cuore!
July 21st, 2007 at 8:00 pm
:) allora è più importante divertirsi o suonare quello che vuole la gente per una buona serata?
July 26th, 2007 at 9:49 am
sicuramente la cosa più importante è divertirsi, facendolo la gente può essere contagiata e la serata diventa godereccia e appagante. Bè dobbiamo anche aggiungere che se poi si suona da bestia……..