Archive for July, 2007

Che genere fate ? Che tecnica usi?

Sunday, July 29th, 2007

Che genere fate? Era la domanda a cui non sapevo cosa rispondere. La roba più vicina che potevo mettere lì era:  hai presente i gipsy king? ecco pensa in quella direzione ma anche verso Paco de Lucia e al flamenco però suoniamo da Mozart a Battisti…… troppo lunga.

Ieri sera abbiamo suonato al Mulino di Intra . Tra il pubblico sta aumentando il numero dei chitarristi che ci onorano della loro presenza , tra gli altri , ormai stanziale, l’amico chitarrista Ezio Caserio che festeggiava i 40 anni di matrimonio  e new entry il grande chitarrista finger style (spero si dica così) Dario Fornara che ci ha regalato qualche suo brano e dedicato “una notte in italia” strumentale agli “uomini poco allineati” rifatta poi nel secondo intervento dove mi ha invitato a cantarla.

Alla fine il solito sacco di complimenti e un pensiero emerge, in fondo i los chitarones sono l’evoluzione della situazione di quando avevamo 18 anni;tre chitarre di legno che suonano di tutto un po. Com’è che con qualche decina d’anni in più  esce una tonnellata di energia che non si sa da dove arrivi e  che travolge gli astanti ??

Stamane chattavo con il nipote webmaster e musicante commentando la serata e dopo la sua dichiarazione : io e il mio amico abbiamo notato che siete l’unico gruppo per cui la gente batte le mani spontaneamente, ride e si dimena a verbania , poi ha aggiunto una delle mie frasi preferite : “tra il bufalo e la locomotiva la differenza salta agli occhi” come dice De Gregori.

Sulla domanda stile /genere secondo lui , ha cominciato a sparar fuori definizioni tecniche per me incomprensibili, concludendo che la definizione che poteva essere giusta per me era “hand strumming”……. Per il genere, dopo un po di botta e risposta, abbiamo convenuto che un termine che ben si addice ai “LOS CHITARONES” è senzaltro….. “GUITAR MACHINE” quindi d’ora in poi ho le risposte alle fatidiche domande.

a stresa

Thursday, July 12th, 2007

Davvero una bella serata.

Siamo arrivati armati di tutto punto, luci comprese, pensando di suonare in una piazza su un palco  e invece scopriamo che dobbiamo sistemarci sul pavè della viuzza garibaldi, davanti al negozio di un cinese preoccupatissimo che non gli coprissimo l’entrata. Le macchine passavano dove avremmo dovuto piazzarci. Daniele il nostro serviceman ha iniziato a “recitare il rosario” con gli occhi al cielo, pensando a cosa si era caricato che non sarebbe servito a una beata fava in piena crisi di inutilità.

Tutti i presupposti per una serata di merda erano ben collocati ma con il consueto “approccio loschitaronistico” , dopo un cafferino con gli amici di moebius , la cordalità dell’enoteca e del ristorante consente di iniziare come se dovssimo suonare allo stadio di s.siro.

L’impianto voci era fuori luogo e rimane in macchina ma le luci si piazzano. Per l’occasione abbiamo il giacomino con il caon ancora una volta pronto a sfracellarsi le mani compromettendo seriamente l’autoerotismo della settimana futura. Arriva anche la badante /presidentessa del fans club agguerrita più che mai.

Al primo brano già comincia ad arrivare gente e man mano che proseguiamo il gruppo s’ingrossa . Come sempre quando l’ambiente è raccolto le cose funzionano, i dialoghi e le battaglie tra le chitarre prendono corpo, crescono e funzionano trascinando il pubblico che a sua volta entra nel gioco . I magici flussi  tra noi e loro si intrecciano diventando sempre più potenti.Con la coda dell’occhio vedo la badante indaffaratissima a vendere magliette e i cappellini, l’apoteosi è stata alla fine quando la mary ha venduto un cappelino al cinese. Stabilito il record di vendite.
Nel bel mezzo di “una giornata uggiosa” piomba di sorpresa in mezzo a noi l’amico Sergio Sgrilli gradito disturbatore che richiamando le ospitate al suo Neuro ha cantato con noi  e ci ha insultato tra l’ilarità generale.

La serata è proseguita in crescendo , gente in piedi sulle sedie, tanti con la maglietta “los chitarones” , emozioni su emozioni , dinamiche eccezionali sottolineate dall’esultanza del pubblico con applausi a nastro.

Terminiamo un ora dopo del previsto per soddisfare l’insistenza degli spettatori.

Il cinesino bel bello salta fuori con il video della serata e vuole la foto insieme a noi da incorniciare e appendere alla parete a fianco della cantante dell’anno scorso : Marina Baruffaldi , mi scappa un sorriso , il destino a distanza di anni ci vede vicini anche se sulla parete del cinese.

Non resistiamo all’impulso di comprare qualche cazzata , magnifici occhiali da 3 euro e il Genoni mi cade sulla macchinetta per i peli del naso…

Mentre ci avviamo finalmente alle macchine, si riaccende il dibattito di commenti sulla serata come al solito . E’ incredibile come riusciamo a godere e vivere queste esperienze, davvero suonare ad un angolo della strada o in un teatro per noi non fa differenza, basta una manciata di persone ad ascoltarci e per noi è come se stessimo suonando allo stadio.

e come dice Sergio Sgrilli : I chitarones smuovono il cuore!